Haberlea rhodopensis

Foto Haberlea rhodopensis -
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Concimazione Haberlea rhodopensis : In autunno aggiungiamo al terreno nei pressi delle perenni del concime organico, o del concime granulare a lenta cessione. Queste piante in inverno spesso hanno un periodo di riposo vegetativo; il concime sarà utile per la ripresa vegetativa primaverile.

Esposizione Haberlea rhodopensis

continentale : Possiamo coltivare la Haberlea rhodopensis in luogo dove riceva alcune ore al giorno di luce solare diretta, ma dove sia al riparo dal sole per gran parte della giornata.
La Haberlea rhodopensis è una pianta rustica, che non teme il freddo invernale, anche quando le minime notturne sono molto basse.

alpino : Posizionare questa pianta in luogo semiombreggiato, dove possa ricevere alcune ore di luce solare diretta.
La Haberlea rhodopensis non teme il freddo, quindi può essere coltivata all'aperto per tutto l'arco dell'anno.

mediterraneo : Si consiglia una posizione abbastanza riparata, in modo che la pianta riceva i raggi solari soltanto durante le ore più calde della giornata.
Coltivare La Haberlea rhodopensis in giardino, in piena terra; non teme il freddo.

Annaffiatura Haberlea rhodopensis

continentale : Si consigliano annaffiature abbastanza frequenti e regolari, in ragione di 2-3 bicchieri d'acqua, ma non eccessive; ricordiamo sempre di attendere, tra un'annaffiatura e l'altra, che il terreno asciughi completamente; in genere annaffiamo ogni 1-2 settimane.

alpino : In questo periodo dell'anno si interviene con le annaffiature solo quando il terreno è perfettamente asciutto, usando 1-2 bicchieri d'acqua; in genere può essere sufficiente annaffiare ogni 2-3 settimane.

mediterraneo : Durante i mesi autunnali queste piante non necessitano di annaffiature eccessive; ricordiamo comunque di intervenire con regolarità con 3-4 bicchieri d'acqua, quando il terreno è ben asciutto. Di norma si interviene con l'annaffiatura ogni 0-1 settimane.

Trattamenti Haberlea rhodopensis : Durante i mesi freddi molti patogeni svernano nel terreno, ai piedi delle nostre piante; trattiamo con particolare cura le piante colpite da ticchiolatura o da bolla, praticando un trattamento anticrittogamico ad ampio spettro, da vaporizzare anche sul terreno. Raccogliamo e distruggiamo le foglie delle piante malate.


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